Si scrive vino, si legge Ornellaia
L'azienda bolgherese tra i fuoriclasse
nella Guida Espresso edizione 2003
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CECINA.Presentata a Roma la guida dei vini dell'Espresso valida per
il 2003. Iniziamo con le sorprese, non nuove alla guida dei vini
dell'Espresso. Dapprima con quelle in positivo. Il Piastraia 2000 di
Michele Satta, appassionato e innovativo produttore bolgherese,
ottiene un'ottima valutazione, passando dai 14 punti dell'anno
scorso ai 16 (su venti di quest'anno).
La seconda sorpresa in
positivo viene dal podere La Regola di Riparbella, che capeggia la
riscossa di una doc fino a oggi trascurata ma in ripresa: l'omonimo
vino ha avuto un punteggio pari a 16. La terza sorpresa,
sempre in positivo, è costituita dai nuovi ingressi: a Castagneto
con il Montepergoli 2000 di Enrico Santini (15,5) e il Levia Gravia
2000 di Caccia al Piano (15,5); a Montecatini con il sangiovese Pian
del Conte 2000 (15,5) e l'Aione 2000 dell'omonimo podere (15,5).
Senza dimenticare l'Ultimosole di Poggio Gagliardo. Poi ci sono le
sorprese in negativo. O meglio, i giudizi che faranno discutere. A
partire dal Sassicaia 1999, valutato con 15,5/20: se tale soglia,
per altri vini, è giudicata del tutto accettabile, per il
portabandiera dei supertuscans è da considerarsi riduttiva. Il
Sassicaia è oggi il vino italiano più conosciuto al mondo e ha
riscritto la storia dell'enologia tricolore, fino alla sua comparsa
appiattita sui grandi baroli e sui chianti in bottiglia impagliata.
Un giudizio che farà discutere.
A far compagnia al Sassicaia c'è il Guado al Tasso di Antinori,
mentre al di sotto di mezzo punto, a quota 15, troviamo l'Alfeo 2000
della tenuta Ceralti, il superiore San Martino 1999 dell'azienda
Cipriana, il Grattamacco 1999 (Collemassari Spa), le Macchiole 2000
dell'omonima azienda e Le Serre Nuove 2000 dell'Ornellaia. In
compenso l'Espresso dà il giusto merito a due vini unici, prodotti
dall'Ornellaia ora di proprietà Mondavi-Frescobaldi, attribuendo
loro il rotondo punteggio di 17,5 e inserendoli così tra i
«fuoriclasse»: l'Ornellaia superiore 1999 e il Masseto 1999.
L'azienda bolgherese continua dunque a esprimersi su livelli
elevatissimi: l'Ornellaia '98, secondo Wine Spectator, era il
miglior vino al mondo. La vendemmia successiva è andata di pari
passo. Come per il Masseto, un merlot di nicchia (35mila bottiglie
prodotte, niente in rapporto alle richieste provenienti da tutto il
mondo) che continua a esprimersi su livelli stratosferici. Buona
conferma anche per il Lupicaia di Rossi di Medelana, che ha ottenuto
sedici punti. Un'azienda, quella castellinese, che come seconda
linea può vantare un prodotto che per molti sarebbe il vino di
punta.
Un discorso a parte va fatto per l'azienda Le Macchiole di Bolgheri.
Ben tre dei suoi vini hanno ottenuto votazioni al di sopra dei
sedici punti. A cominciare dal prodotto più significativo, quel
Paleo 1999 (16) che ha dato immagine e sostanza alla casa
produttrice. Un successo in attesa che l'uvaggio diventi cabernet
franc per intero. Addirittura meglio lo Scrio 1999 (16,5), sirah in
purezza prodotto in quattromila bottiglie, e il Messorio, merlot da
5mila bottiglie, quotato 17 punti. Sarebbero brillati gli occhi a
Eugenio Campolmi, scomparso da pochi mesi, nel vedere quanto i suoi
vini sono apprezzati. Apprezzamenti che una volta tanto non sono
arrivati solo postumi: da tempo si sapeva quanta qualità stesse
dietro all'azienda delle Macchiole. Che però i suoi vini tenessero
alta la bandiera dell'Italia enologica così presto, in pochi lo
immaginavano. Tra di essi, Eugenio Campolmi. (a.v.)
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