Quotidiano "IL TIRRENO" dell'22 Novembre 2002
Si scrive vino, si legge Ornellaia
L'azienda bolgherese tra i fuoriclasse
nella Guida Espresso edizione 2003

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CECINA.Presentata a Roma la guida dei vini dell'Espresso valida per il 2003. Iniziamo con le sorprese, non nuove alla guida dei vini dell'Espresso. Dapprima con quelle in positivo. Il Piastraia 2000 di Michele Satta, appassionato e innovativo produttore bolgherese, ottiene un'ottima valutazione, passando dai 14 punti dell'anno scorso ai 16 (su venti di quest'anno).
La seconda sorpresa in positivo viene dal podere La Regola di Riparbella, che capeggia la riscossa di una doc fino a oggi trascurata ma in ripresa: l'omonimo vino ha avuto un punteggio pari a 16. La terza sorpresa, sempre in positivo, è costituita dai nuovi ingressi: a Castagneto con il Montepergoli 2000 di Enrico Santini (15,5) e il Levia Gravia 2000 di Caccia al Piano (15,5); a Montecatini con il sangiovese Pian del Conte 2000 (15,5) e l'Aione 2000 dell'omonimo podere (15,5). Senza dimenticare l'Ultimosole di Poggio Gagliardo. Poi ci sono le sorprese in negativo. O meglio, i giudizi che faranno discutere. A partire dal Sassicaia 1999, valutato con 15,5/20: se tale soglia, per altri vini, è giudicata del tutto accettabile, per il portabandiera dei supertuscans è da considerarsi riduttiva. Il Sassicaia è oggi il vino italiano più conosciuto al mondo e ha riscritto la storia dell'enologia tricolore, fino alla sua comparsa appiattita sui grandi baroli e sui chianti in bottiglia impagliata. Un giudizio che farà discutere.
A far compagnia al Sassicaia c'è il Guado al Tasso di Antinori, mentre al di sotto di mezzo punto, a quota 15, troviamo l'Alfeo 2000 della tenuta Ceralti, il superiore San Martino 1999 dell'azienda Cipriana, il Grattamacco 1999 (Collemassari Spa), le Macchiole 2000 dell'omonima azienda e Le Serre Nuove 2000 dell'Ornellaia. In compenso l'Espresso dà il giusto merito a due vini unici, prodotti dall'Ornellaia ora di proprietà Mondavi-Frescobaldi, attribuendo loro il rotondo punteggio di 17,5 e inserendoli così tra i «fuoriclasse»: l'Ornellaia superiore 1999 e il Masseto 1999. L'azienda bolgherese continua dunque a esprimersi su livelli elevatissimi: l'Ornellaia '98, secondo Wine Spectator, era il miglior vino al mondo. La vendemmia successiva è andata di pari passo. Come per il Masseto, un merlot di nicchia (35mila bottiglie prodotte, niente in rapporto alle richieste provenienti da tutto il mondo) che continua a esprimersi su livelli stratosferici. Buona conferma anche per il Lupicaia di Rossi di Medelana, che ha ottenuto sedici punti. Un'azienda, quella castellinese, che come seconda linea può vantare un prodotto che per molti sarebbe il vino di punta.
Un discorso a parte va fatto per l'azienda Le Macchiole di Bolgheri. Ben tre dei suoi vini hanno ottenuto votazioni al di sopra dei sedici punti. A cominciare dal prodotto più significativo, quel Paleo 1999 (16) che ha dato immagine e sostanza alla casa produttrice. Un successo in attesa che l'uvaggio diventi cabernet franc per intero. Addirittura meglio lo Scrio 1999 (16,5), sirah in purezza prodotto in quattromila bottiglie, e il Messorio, merlot da 5mila bottiglie, quotato 17 punti. Sarebbero brillati gli occhi a Eugenio Campolmi, scomparso da pochi mesi, nel vedere quanto i suoi vini sono apprezzati. Apprezzamenti che una volta tanto non sono arrivati solo postumi: da tempo si sapeva quanta qualità stesse dietro all'azienda delle Macchiole. Che però i suoi vini tenessero alta la bandiera dell'Italia enologica così presto, in pochi lo immaginavano. Tra di essi, Eugenio Campolmi. (a.v.)