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Podere La regola
Pisa
Categoria: Focus

Sabato 5 febbraio la Delegazione di Pisa si è recata in visita presso l'Azienda “Podere La Regola” di Riparbella. Situata all'estremità sud della provincia di Pisa, DOC Montescudaio, a km. 5 dal mare e confinante con la DOC Bolgheri, , Podere La Regola si caratterizza per la sua peculiare varietà territoriale, dovuta a terreni coltivati e posizionati diversamente per altitudine, esposizione e composizione propria del terreno, varietà che ha favorito e consentito un'ampia diversificazione dei vitigni ivi coltivati. Diciassette ettari vitati tra mare, fiume (il Cecina) e alta collina, suddivisi in tre zone, Poggiali, Scopiccio e Vallino dove, oltre ai tradizionali vitigni propri del territorio, sangiovese e vermentino, si coltivano numerosi altre varietà. I fratelli Luca e Flavio Nuti, proprietari dell'Azienda, fondata nel 1990, si resero ben presto conto che la loro posizione, prossima al mare    e al fiume, e le caratteristiche dei terreni, favorivano l'ottima riuscita di quei vitigni francesi/internazionali che già avevano trovato un habitat a loro congeniale  nella vicinissima DOC Bolgheri.. Abbiamo avuto la possibilità di visitare il terreno “Poggiali” ,  con piante coltivate a cordone speronato, e assistito alla potatura di alcune di esse.  Poggiali è prevalentemente vitato con piante di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot, oltre che bianchi (tra i quali il sauvignon blanc), mentre nelle altre due zone si coltivano sangiovese, petit verdot, viognier e ancora cabernet (Scopiccio) e syrah, viognier e vermentino (Vallino).  A Scopiccio e Vallino si utilizza anche il metodo di coltivazione a guyot, metodo più congeniale ai vitigni a bacca bianca. Abbiamo poi visitato la barricaia, sita nel centro di Rivarbella, in un locale che era la cantina di un granaio risalente al 1600. Il locale presenta una parete con mattoni a vivo, accorgimento che aiuta a mantenere la giusta umidità all'interno dell'ambiente. Le barriques utilizzate sono di legno francese, di diverso passaggio, e i vini vi maturano mediamente 12 mesi, salvo eccezioni per vini particolarmente alcolici (p. es. il petiti verdot, che abbiamo assaggiato stillato direttamente dalla barrique) e separatamente, per poi essere assemblati e affinati in cemento o in contenitori di legno tronco-conici. In particolare l'uso del cemento per l'affinamento si è rivelato migliore rispetto a quello in acciaio, poiché il vino vi respira meglio. Le barriques vengono colmate ogni mese, verificandosi una perdita di circa 0,75 lt (quanto una bottiglia) al mese per ciascuna barrique.  Ci siamo poi recati in cantina, sita a valle nei pressi dei terreni di Poggiali e Scopiccio.  La raccolta delle uve avviene manualmente, come è manuale la cernita dei chicchi prima della pressatura e della vinificazione, che avviene in contenitori di acciaio a temperatura controllata. La fermentazione, nei rossi, è indotta da lieviti naturali e infatti è bene sottolineare che pur non essendo un'azienda certificata biologica, “ Podere La Regola” utilizza metodi e tecniche assolutamente tradizionali e rispettose del territorio. La differente dislocazione della barricaia con la cantina, e la divenuta inadeguatezza, per dimensioni, di quest'ultima, ha reso necessario un progetto per una cantina più ampia e moderna, progetto che è stato recentemente approvato e che quindi sarà presto concretamente realizzato, a poca distanza dall'attuale cantina, a  ridosso del terreno Scopiccio.
Terminata la visita, la Delegazione è stata ospitata presso il ristorante La Pieve Vecchia, all'interno dell'Azienda, dove, pranzando, abbiamo potuto degustare l'intera produzione vinicola di “Podere la Regola”.  Cominciamo con i bianchi: STECCAIA 2009,  85% vermentino e 15% sauvignon blanc, vinificato e affinato in acciaio,  ormai un classico (io stessa ebbi il piacere di presentarlo ad una cena a Norimberga organizzata dalla Provincia nel 2003),  dai bei profumi netti, nitidi, varietali di pesca e frutta esotica, e dalla piacevolissima sapidità. Proseguiamo con il LAURO 2008, 50% chardonnay e 50%  viognier, vinificato in legno, parte in tonneaux e parte in botte grande, dal bel colore giallo dorato, abbastanza morbido, complesso, e, direi, caldo. Vino con buone possibilità di invecchiamento. Si passa al ROSEGOLA 2009, rosato in produzione solo dal 2007, da merlot, sangiovese e syrah (circa 30% ognuno). Macerazione sulle bucce per 12 ore e permanenza di tre mesi  sulle fecce in acciaio,  per poi proseguire l'affinamento in bottiglia per altri tre mesi. Bellissimo colore rosa/chiaretto, profumi fruttati ben precisi (ciliegia, fragola), il vino presenta un certo corpo e una discreta complessità. Proseguiamo con il LIGUSTRO 2009, rosso di pronta beva, 85% merlot più un 15% di altre uve autorizzate..Vinificazione in acciaio e poi affinamento in serbatoi di cemento. Tipicamente merlot, il Ligustro, dal bel colore rubino con riflessi sempre violacei, presenta all'olfatto sentori erbacei e balsamici, è fresco, e, pur se giovane, abbastanza persistente. A seguire si degusta il VALLINO 2006, annata rivelatasi davvero promettente in tutta la Toscana, 85% cabernet sauvignon, 10% sangiovese, 5% syrah, affinato 12 mesi in barriques di 2° e 3° passaggio seguiti da 9 mesi di affinamento in vetro. Il vino è complesso, caldo, ma presenta sempre una buona freschezza, da cui è auspicabile un' ottima possibilità di invecchiamento. Si passa poi al BELORO 2005, sangiovese in purezza, e il cui nome deriva da Belora, sito etrusco che si trova all'interno dell'azienda,  prossimo proprio ai vigneti di sangiovese e al terreno Scopiccio. Beloro si affina 14 mesi in barriques, inizialmente nuove e poi di secondo passaggio, e poi trascorre 12 mesi in bottiglia. Pur se tipicamente sangiovese, il vino è già pronto, ma certamente l'annata 2005, un po' debole, ha contribuito a questa bevibilità per così dire, precoce.   Concludiamo con LA REGOLA  2006, 85%  cabernet franc (vitigno che ha un'ottima riuscita in zona), 10% merlot e 5% petit verdot , affinato15 mesi in barriques e poi 12 mesi in bottiglia e dai sentori olfattivi complessi, in cui spiccano i frutti rossi neri, mora e  ribes in evidenza, e a cui si aggiungono una nota speziata (cacao) e sentori vegetali (erbe aromatiche) e vagamente balsamici. La Regola è caldo, dalla spiccata tannicità, dalla lunga PAI,  ma sempre abbastanza fresco, preludio ad un'evoluzione che lo renderà grande. Non resta che la foto di gruppo. Un sentito ringraziamento ai fratelli Luca e Flavio Nuti per la loro disponibilità e al delegato Giuseppe Pagazzo, per aver reso possibile la visita.      
 
Sommelier fotografa Giovanna Biondi
Podere La Regola

Barriccaia

Cordone Speronato Poggiali

ll Delegato con i Fratelli Nuti


La nuova cantina

La potatura

Il gruppo


Altra visione della potatura

Cordone Speronato

La Deguatazione


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