Quotidiano "IL TIRRENO" dell'20 Novembre 2002
LE GUIDE
Pioggia di riconoscimenti
per i grandi rossi della costa livornese
I vini di Bolgheri in gran spolvero Montescudaio in ripresa
a.v.

CECINA. Pioggia di calici rossi e stelline celesti per i vini di Bolgheri, Montescudaio e Val di Cornia. Il riferimento va alle guide del Gambero Rosso e di Veronelli, che premiano il movimento enoico livornese e delle colline pisane più vicine alla costa. L'attesa s'appunta ora a giovedì prossimo, quando a Roma sarà presentata la guida dell'Espresso. Ma qualunque sia il giudizio che verrà espresso, fin da ora l'enologia rivierasca appare in grande fermento, con Bolgheri che si conferma ad altissimi livelli, la Val di Cornia che cresce e Montescudaio che dà tangibili segnali di ripresa.
BOLGHERI. Gli elogi si sprecano per i vini della vendemmia 1999. Scontati, ma non per questo meno importanti, quelli per i grandissimi Sassicaia, Ornellaia e Masseto, il Gambero Rosso premia con i tre calici il Grattamacco e il Messorio, un merlot in purezza prodotto nell'azienda agricola le Macchiole del compianto Eugenio Campolmi, scomparso di recente. Il prodotto più conosciuto delle Macchiole, il Paleo, spunta i due bicchieri, al pari del sorprendente Montepergoli di Enrico Santini e del Piastraia di Michele Satta che, per esplicita ammissione dei curatori della guida, «ha mancato non di molto la classificazione massima». Deludente, invece, il Guado al Tasso della famiglia Antinori, secondo il Gambero Rosso vittima di un'annata da dimenticare. Menzioni per le altre aziende, tra cui quella di Angelo Gaja.
Veronelli, invece, si differenzia e attribuisce al Magari di Gaja il «Sole», che attesta un vino nuovo che l'ha emozionato. Per lui il Guado al Tasso è da votazione massima, come pure il Grattamacco, il Paleo, il Messorio e lo Scrio (anch'esso di Campolmi), l'Ornellaia e il Masseto, nonché il Sassicaia. Il massimo riconoscimento anche per il Piastraia di Michele Satta.
MONTESCUDAIO. Anche se impropriamente, in quest'ambito va inserita la Fattoria del Terriccio di Castellina, che ha nuovamente ottenuto grandi risultati con i propri Lupicaia e Tassinaia. Gambero Rosso e Veronelli concordano: il Lupicaia merita il punteggio massimo, rispettivamente tre calici e tre stelle azzurre. Ma nella zona bisogna segnalare pure l'eccellente performance dell'azienda agricola La Regola dei fratelli Nuti: l'omonimo vino, appunto La Regola, ottiene i due calici dal Gambero Rosso e due stelle da Veronelli. In ripresa anche l'azienda di Sorbaiano, che per il sangiovese «Pian del Conte» ha ottenuto lusinghieri apprezzamenti dal Gambero rosso e da Veronelli; quest'ultimo ha anche sottolineato la qualità di Lucestraia e Rosso delle Miniere.