LE GUIDE
Pioggia di riconoscimenti
per i grandi rossi della costa livornese
I vini di Bolgheri in gran spolvero Montescudaio in ripresa
a.v.
CECINA. Pioggia di calici rossi e stelline celesti per i vini di
Bolgheri, Montescudaio e Val di Cornia. Il riferimento va alle guide
del Gambero Rosso e di Veronelli, che premiano il movimento enoico
livornese e delle colline pisane più vicine alla costa. L'attesa
s'appunta ora a giovedì prossimo, quando a Roma sarà presentata la
guida dell'Espresso. Ma qualunque sia il giudizio che verrà
espresso, fin da ora l'enologia rivierasca appare in grande
fermento, con Bolgheri che si conferma ad altissimi livelli, la Val
di Cornia che cresce e Montescudaio che dà tangibili segnali di
ripresa.
BOLGHERI. Gli elogi si sprecano per i vini della vendemmia 1999.
Scontati, ma non per questo meno importanti, quelli per i
grandissimi Sassicaia, Ornellaia e Masseto, il Gambero Rosso premia
con i tre calici il Grattamacco e il Messorio, un merlot in purezza
prodotto nell'azienda agricola le Macchiole del compianto Eugenio
Campolmi, scomparso di recente. Il prodotto più conosciuto delle
Macchiole, il Paleo, spunta i due bicchieri, al pari del
sorprendente Montepergoli di Enrico Santini e del Piastraia di
Michele Satta che, per esplicita ammissione dei curatori della
guida, «ha mancato non di molto la classificazione massima».
Deludente, invece, il Guado al Tasso della famiglia Antinori,
secondo il Gambero Rosso vittima di un'annata da dimenticare.
Menzioni per le altre aziende, tra cui quella di Angelo Gaja.
Veronelli, invece, si differenzia e attribuisce al Magari di Gaja il
«Sole», che attesta un vino nuovo che l'ha emozionato. Per lui il
Guado al Tasso è da votazione massima, come pure il Grattamacco, il
Paleo, il Messorio e lo Scrio (anch'esso di Campolmi), l'Ornellaia e
il Masseto, nonché il Sassicaia. Il massimo riconoscimento anche per
il Piastraia di Michele Satta.
MONTESCUDAIO. Anche se impropriamente, in quest'ambito va inserita
la Fattoria del Terriccio di Castellina, che ha nuovamente ottenuto
grandi risultati con i propri Lupicaia e Tassinaia. Gambero Rosso e
Veronelli concordano: il Lupicaia merita il punteggio massimo,
rispettivamente tre calici e tre stelle azzurre.
Ma nella zona bisogna
segnalare pure l'eccellente performance dell'azienda agricola La
Regola dei fratelli Nuti: l'omonimo vino, appunto La Regola, ottiene
i due calici dal Gambero Rosso e due stelle da Veronelli. In
ripresa anche l'azienda di Sorbaiano, che per il sangiovese «Pian
del Conte» ha ottenuto lusinghieri apprezzamenti dal Gambero rosso e
da Veronelli; quest'ultimo ha anche sottolineato la qualità di
Lucestraia e Rosso delle Miniere.
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