Con l'eccellente punteggio di 16,5 guida la classifica dei migliori
vini pisani
Bene anche il Lupicaia 2000
Castello di Terriccio e La Regola
di Marco Barabotti
PISA. Tra i migliori quaranta vini della Toscana dei «Vini d'Italia
2003» della Guida dell'Espresso c'è anche un vino pisano, ed è il
Veneroso 2000 della tenuta di Ghizzano con il punteggio di 16,5. Il
Vemeroso è il vino storico dell'azienda e il più significativo.
Nasce con l'annata 1985 e interpreta, con la sua eleganza e
persistenza, le caratteristiche del territorio che rappresenta. Da
uve Sangiovese, Cabernet, Sauvignon con una piccola percentuale di
Merlot, è diventato un punto di riferimento per la zona vitivinicola
da cui nasce.
Ma ci sono anche altri vini di buon livello, inseriti nella guida
curata da Alessandro Masnaghetti, come il Castello del Terriccio
Lupicaia 2000 di Rossi di Medelana con 16.
Con 16 anche La Regola 2000
del Podere La Regola e, sempre di Rossi di Medelana, con
15,5, il Castello del Terriccio Tassinaia 2000. Con 15,5 anche il
Cabernet Ultimosole 2000 di Poggio Gagliardo.
Nel punteggio da 16,5 fino a 15,5, sono inseriti, secondo la
filosofia della guida, i vini indiscutibilmente buoni.
Per le denominazioni e per le tipologie più semplici si tratta di
veri e propri punti di riferimento nella loro categoria: da comprare
assolutamente, è in consiglio della guida.
Vini ben classificati, poi, sono, con il punteggio di 15, il Rosso
delle Miniere 1999 della fattoria Sorbaiano, il Varramista 2000 di
Varramista e il Vallino
delle Conche 2000 del Podere La Regola.
Con 14,5 il Rosso Vigna Alta 1999 di Badia di Morrona, poi Le
Colline 2001 di Merlini, il Guadi Piani riserva 2000 sempre di
Merlini, il Gobbo ai Pianacci 1999 di Poggio Gagliardo, il Riserva
1998 delle sorelle Palazzi e con 14 Le Stoppie 2001 di San Gervasio,
il Nambrot 2000 della tenuta di Ghizzano e Mezzavia 2001 di La Serra
del Pino.
Tra i vini bianchi pisani,
solo lo Steccaia 2001 del Podere La Regola raggiunge il punteggio di
14. Meglio, invece, per il vin santo, dove si distingue la
zona del Bianco Pisano di San Torpè, con il Recinaio San Gervasio
1997 con il buon punteggio di 15, seguito da la Fattoria di Sassolo
1996 con 14,5 e il Badia di Morrona 1993 con 14.
Ma veniamo ora, nel dettaglio, a identificare le zone inserite nella
guida dell'Espresso.
Montescudaio. In questa zona viene riportato il punteggio di una
ventina di vini. Si tratta di una zona divisa tra Castellina
Marittima, che dal punto di vista climatico e morfologico ha molti
punti in comune com la Maremma livornese, e la zona invece più
interna di Montecatini Val di Cecina.
Qui i rossi imperversano e hanno dei buoni punteggi: dalle aziende
Podere La Regola che è al top, a Poggio Gagliardo, fattoria
Sorbaiano, Merlini, La Serra del Pino.
Chianti Colline Pisane. Possono vantare al loro interno un discreto
numero di buoni produttori, i quali tuttavia preferiscono spesso
puntare le loro carte migliori su vini di fantasia e limitarsi a
utilizzare questa denominazione per vini semplici e id consumo
immediato. Due le aziende citate: Sorelle Palazzi e San Gervasio.
Bianco Pisano di San Torpè. Qui la citazione della guida, più che
per i bianchi, discreti ma non da competizione, è per il vin santo
che offre spunti interessanti. Sotto la coltre della rusticità che
spesso caratterizza questi vini, si avverte infatti altrettanto
spesso una buona struttura, una buona personalità e una componente
zuccherina soddisfacente.
Colli dell'Etruria centrale. È un vasto territorio che comprende le
province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia e Siena. Tra tutte
queste, l'eccellenza spetta a un vino pisano, il Rosso Vigna Alta di
Badia di Morrona 1999.
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