Quotidiano "IL TIRRENO" dell'22 Novembre 2002
Con l'eccellente punteggio di 16,5 guida la classifica dei migliori vini pisani
Bene anche il Lupicaia 2000 Castello di Terriccio e La Regola

di Marco Barabotti

PISA. Tra i migliori quaranta vini della Toscana dei «Vini d'Italia 2003» della Guida dell'Espresso c'è anche un vino pisano, ed è il Veneroso 2000 della tenuta di Ghizzano con il punteggio di 16,5. Il Vemeroso è il vino storico dell'azienda e il più significativo. Nasce con l'annata 1985 e interpreta, con la sua eleganza e persistenza, le caratteristiche del territorio che rappresenta. Da uve Sangiovese, Cabernet, Sauvignon con una piccola percentuale di Merlot, è diventato un punto di riferimento per la zona vitivinicola da cui nasce.
Ma ci sono anche altri vini di buon livello, inseriti nella guida curata da Alessandro Masnaghetti, come il Castello del Terriccio Lupicaia 2000 di Rossi di Medelana con 16.
Con 16 anche La Regola 2000 del Podere La Regola e, sempre di Rossi di Medelana, con 15,5, il Castello del Terriccio Tassinaia 2000. Con 15,5 anche il Cabernet Ultimosole 2000 di Poggio Gagliardo.
Nel punteggio da 16,5 fino a 15,5, sono inseriti, secondo la filosofia della guida, i vini indiscutibilmente buoni.
Per le denominazioni e per le tipologie più semplici si tratta di veri e propri punti di riferimento nella loro categoria: da comprare assolutamente, è in consiglio della guida.
Vini ben classificati, poi, sono, con il punteggio di 15, il Rosso delle Miniere 1999 della fattoria Sorbaiano, il Varramista 2000 di Varramista e il Vallino delle Conche 2000 del Podere La Regola.
Con 14,5 il Rosso Vigna Alta 1999 di Badia di Morrona, poi Le Colline 2001 di Merlini, il Guadi Piani riserva 2000 sempre di Merlini, il Gobbo ai Pianacci 1999 di Poggio Gagliardo, il Riserva 1998 delle sorelle Palazzi e con 14 Le Stoppie 2001 di San Gervasio, il Nambrot 2000 della tenuta di Ghizzano e Mezzavia 2001 di La Serra del Pino.
Tra i vini bianchi pisani, solo lo Steccaia 2001 del Podere La Regola raggiunge il punteggio di 14. Meglio, invece, per il vin santo, dove si distingue la zona del Bianco Pisano di San Torpè, con il Recinaio San Gervasio 1997 con il buon punteggio di 15, seguito da la Fattoria di Sassolo 1996 con 14,5 e il Badia di Morrona 1993 con 14.
Ma veniamo ora, nel dettaglio, a identificare le zone inserite nella guida dell'Espresso.
Montescudaio. In questa zona viene riportato il punteggio di una ventina di vini. Si tratta di una zona divisa tra Castellina Marittima, che dal punto di vista climatico e morfologico ha molti punti in comune com la Maremma livornese, e la zona invece più interna di Montecatini Val di Cecina.
Qui i rossi imperversano e hanno dei buoni punteggi: dalle aziende Podere La Regola che è al top, a Poggio Gagliardo, fattoria Sorbaiano, Merlini, La Serra del Pino.
Chianti Colline Pisane. Possono vantare al loro interno un discreto numero di buoni produttori, i quali tuttavia preferiscono spesso puntare le loro carte migliori su vini di fantasia e limitarsi a utilizzare questa denominazione per vini semplici e id consumo immediato. Due le aziende citate: Sorelle Palazzi e San Gervasio.
Bianco Pisano di San Torpè. Qui la citazione della guida, più che per i bianchi, discreti ma non da competizione, è per il vin santo che offre spunti interessanti. Sotto la coltre della rusticità che spesso caratterizza questi vini, si avverte infatti altrettanto spesso una buona struttura, una buona personalità e una componente zuccherina soddisfacente.
Colli dell'Etruria centrale. È un vasto territorio che comprende le province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia e Siena. Tra tutte queste, l'eccellenza spetta a un vino pisano, il Rosso Vigna Alta di Badia di Morrona 1999.