Quotidiano "IL TIRRENO" dell'21 Dicembre 2001
venerdì 21 dicembre 2001
«La Regola», duplice impresa
Alla seconda vendemmia
ha ottenuto i 2 bicchieri

di Antonio Valentini

RIPARBELLA. La riscossa dei piccoli produttori di vino parte da Montescudaio, zona doc che rialza la testa dopo un torpore ventennale. O meglio da Riparbella, dove gli investimenti si moltiplicano e l'attenzione del mondo enologico si fa ogni giorno più significativo.
Data per scontata l'affermazione della Fattoria del Terriccio, che produce un vino, il Lupicaia, con merito collocato nell'élite nazionale, vincitore di allori in Italia e all'estero, nuovi produttori si affacciano alla ribalta. È il caso dell'azienda Nuti, gestita dai fratelli Luca e Flavio Nuti, che al secondo anno di produzione ha ottenuto i due bicchieri rossi con la Regola, vino che rientra a pieno titolo nella doc di Montescudaio. Un riconoscimento non da poco, se si considera che il disciplinare montescudaino è un autentico capestro, con la soglia minima stabilita di sangiovese al 50%: un uvaggio che dà vini in disarmonia con il gusto internazionale prevalente, dopo la prepotente affermazione dei cabernet e dei merlot.
Quella dei fratelli Nuti ha dunque il sapore di un'impresa. Che soprattutto anticipa la riscossa della Val di Cecina. Se la bandiera enologica castellinese è tenuta alta dalla fattoria del Terriccio, a Riparbella, oltre ai Nuti, stanno sorgendo nuove aziende. Il belga Ian Theys sta costruendo una cantina avveniristica scavata in una collina, dove tutte le lavorazioni avvengono per gravità, senza l'ausilio di pompe, al fine di evitare sviluppi di ossigeno capaci di alterare la composizione chimica di alcuni composti del vino. Ma anche Luca D'Attoma, enologo di rango, sta investendo nel Riparbellino. Senza dimenticare che a Querceto, verso Volterra, il matrimonio tra rampolli delle dinastie dei Ginori Conti e dei Frescobaldi avvierà una nuova esperienza imprenditoriale: 9 ettari di terreno sono già stati impiantati a vite, altri 20 sono in preparazione.
Ma torniamo alla Regola. L'omonimo vino, secondo la guida del Gambero Rosso, «è riuscitissimo». L'enologo, il piemontese Giovanni Bailo, ha corretto la base di sangiovese con cabernet e merlot. Ottenendo un prodotto di primo livello: «Nella nostra zona - spiega Luca Nuti, agronomo - è più facile fare cabernet e merlot. Il problema del sangiovese è che matura tardi e non sempre del tutto: se il tempo aiuta, il prodotto è buonissimo, altrimenti è più scadente. In caso di raccolta precoce, dovuta alle condizioni atmosferiche, il vino perde di qualità». Le ridotte dimensioni dell'azienda hanno permesso ai fratelli Nuti di crescere poco alla volta, limitando gli errori. Così la cantina è un esempio di funzionalità: la barriccaia è razionale e ben disposta, con al centro il tavolo per le degustazioni; la tinaia corre sul confine tra passato e presente, con i moderni tini in acciaio inox che convivono con i vecchi contenitori in cemento; l'area dell'imbottigliamento e dell'etichettatura è contenuta, ma ugualmente funzionale. Come funzionale è la distribuzione dei compiti in seno alla società: Luca Nuti segue la parte produttiva, il fratello Flavio, avvocato in Volterra, quella amministrativa. Il padre Rolando, capostipite, continua invece a fare il vecchio lavoro, impiantando vitigni nella zona del Bolgherese, anche nelle più famose aziende vinicole.
L'azienda Nuti si sviluppa su venti ettari 18 dei quali, nel 2003, saranno vitati. Oltre a sangiovese, verranno impiantati anche vermentino, chardonnay e sauvignon. Infatti interessa anche il segmento dei bianchi, benché la vocazione di questa zona sia altra: lo Steccaia ha ottenuto ottimi riconoscimenti per il rapporto tra qualità e prezzo, anche se il cavallo di battaglia restano i rossi. La Regola rappresenta la riscossa per Montescudaio? «Sono del parere che il peso commerciale possa essere maggiore se c'è una zona che lavora bene, non un singolo produttore. Se anche gli altri fanno bene, è meglio per tutti», spiega Luca Nuti. Lui e suo fratello Flavio sono intanto alle prese con il primo, vero "problema": le scorte della "Regola '99", 6000 bottiglie prodotte, sono ormai esaurite. In futuro la quantità dovrà essere aumentata, ma la qualità dovrà restare costante. Una sfida imprenditoriale di non poco conto.


Luca Nuti


La barriccaia