Quotidiano "IL TIRRENO" dell'28 Novembre 2001
NutiI vini di Bolgheri alla riscossa
La guida del Gambero Rosso premia la Costa degli Etruschi
Pioggia di conferme per i grandi rossi La Regola, una novità

di Antonio Valentini

BOLGHERI. La riscossa si chiama «Gambero rosso». La guida più famosa d'Italia riabilita i vini della Costa degli Etruschi, dopo i rovesci subiti dalla guida dell'Espresso, da pochi giorni arrivata in edicola assieme a numerose altre.
Se l'Espresso ha attribuito il massimo del punteggio solo al Redigaffi, splendido merlot in purezza prodotto da Tua Rita a Notri di Suvereto, il «Gambero rosso» colloca sei vini costieri al vertice della graduatoria: oltre al Redigaffi '99, i tre calici rossi sono stati assegnati al Sassicaia '98, all'Ornellaia '98, al Lupicaia '99, al Messorio '98 e al Masseto '98. Unica nota stonata: la retrocessione da tre a due calici rossi per il Guado al Tasso. A cui, comunque, fanno da contraltare l'ottima conferma del Grattamacco rosso e il nuovo ingresso, con due calici rossi, della Regola, vino prodotto alla stazione di Riparbella dall'azienda agricola dei fratelli Nuti. Per il resto, due calici rossi sono andati al Paleo '98, al Rosso degli Appiani '98 e al Fidenzio dello stesso anno, ma anche al Giusto di Notri '99. Numerosi, poi, i vini con due calici neri: dal Grattamacco bianco al Lucestraia, dal Gabbro '99 al Lodato 2000, dal Piastraia al Cavaliere.
Insomma, giudizi di grande spessore, che ribaltano quelli della guida Espresso, secondo cui i vini costieri sono in seconda fascia rispetto a quelli piemontesi. Giudizi che d'altra parte confermano la grande vocazione vinicola della costa livornese, con aree distinte e di grandi potenzialità: Montescudaio, Bolgheri e Val di Cornia. A fare la parte del leone è sicuramente il Bolgherese, con il Sassicaia che la guida del Gambero rosso definisce «il vino più famoso d'Italia, uno dei vini più famosi del mondo», con il Masseto giudicato «un autentico capolavoro» e l'Ornellaia paragonato, per complessità, a un premier cru. Bolgheri si conferma dunque la nuova terra promessa per enologici, viticoltori e appassionati: lo stile dei suoi vini riflette il gusto prevalente e il futuro, vista l'età dei vigneti, si prospetta denso di soddisfazioni.
Identiche potenzialità anche per la Val di Cornia: il Redigaffi di Tua Rita è definito semplicemente straordinario dal Gambero Rosso, che pure premia il Rosso degli Appiani, confermando in tal senso gli ottimi giudizi ottenuti nell'ultima edizione di Vinitaly, il Fidenzio e il Giusto di Notri.
Qualche ritardo, invece, a Montescudaio. È vero che il Lupicaia '99 è «vino di personalità unica», ma è anche vero che se il suo uvaggio (cabernet e merlot) lo colloca a pieno diritto nel novero dei supertuscans, al tempo lo stesso lo pone al di fuori della doc. Il cui disciplinare, osservava il presidente Maria Grazia Picciolini, andrebbe rivisto: la soglia minima di 50% di sangiovese per i rossi e di trebbiano per i bianchi produce vini che faticano a farsi largo sul mercato. E ciò, se da un lato rappresenta l'effetto più negativo di un'imprenditoria che tarda a rinnovarsi, dall'altro rappresenta un ostacolo per la sua crescita. In tal senso l'affermazione della Regola ha il valore di una scossa elettrica, di una novità che lascia intravedere buone possibilità per il futuro.
Il prossimo appuntamento è per Vinitaly. In primavera, a Verona, sarà presentata in anteprima una grande quantità di vini nuovi, prodotti sulla fascia litoranea. Sarà un test importante: la Costa degli Etruschi dovrà dimostrare che a quantità superiori la qualità resta costante. Ovvero elevatissima.