I
vini di Bolgheri alla riscossa
La
guida del Gambero Rosso premia la Costa degli Etruschi
Pioggia di conferme per i grandi rossi La Regola, una novità
di Antonio Valentini
BOLGHERI. La riscossa si chiama «Gambero rosso». La guida più
famosa d'Italia riabilita i vini della Costa degli Etruschi, dopo
i rovesci subiti dalla guida dell'Espresso, da pochi giorni
arrivata in edicola assieme a numerose altre.
Se l'Espresso ha attribuito il massimo del punteggio solo al
Redigaffi, splendido merlot in purezza prodotto da Tua Rita a
Notri di Suvereto, il «Gambero rosso» colloca sei vini costieri
al vertice
della graduatoria: oltre al Redigaffi '99, i tre calici rossi sono
stati assegnati al Sassicaia '98, all'Ornellaia '98, al Lupicaia
'99, al Messorio '98 e al Masseto '98. Unica nota stonata: la
retrocessione da tre a due calici rossi per il Guado al Tasso. A
cui, comunque, fanno da contraltare l'ottima conferma del
Grattamacco rosso e il nuovo ingresso, con due calici rossi, della
Regola, vino prodotto alla stazione di Riparbella dall'azienda
agricola dei fratelli Nuti.
Per il resto, due calici rossi sono andati al Paleo '98, al Rosso
degli Appiani '98 e al Fidenzio dello stesso anno, ma anche al
Giusto di Notri '99. Numerosi, poi, i vini con due calici neri:
dal Grattamacco bianco al Lucestraia, dal Gabbro '99 al Lodato
2000, dal Piastraia al Cavaliere.
Insomma, giudizi di grande spessore, che ribaltano quelli della
guida Espresso, secondo cui i vini costieri sono in seconda fascia
rispetto a quelli piemontesi. Giudizi che d'altra parte confermano
la grande vocazione vinicola della costa livornese, con aree
distinte e di grandi potenzialità: Montescudaio, Bolgheri e Val
di Cornia. A fare la parte del leone è sicuramente il Bolgherese,
con il Sassicaia che la guida del Gambero rosso definisce «il
vino più famoso d'Italia, uno dei vini più famosi del mondo»,
con il Masseto giudicato «un autentico capolavoro» e l'Ornellaia
paragonato, per complessità, a un premier cru. Bolgheri si
conferma dunque la nuova terra promessa per enologici, viticoltori
e appassionati: lo stile dei suoi vini riflette il gusto
prevalente e il futuro, vista l'età dei vigneti, si prospetta
denso di soddisfazioni.
Identiche potenzialità anche per la Val di Cornia: il Redigaffi
di Tua Rita è definito semplicemente straordinario dal Gambero
Rosso, che pure premia il Rosso degli Appiani, confermando in tal
senso gli ottimi giudizi ottenuti nell'ultima edizione di
Vinitaly, il Fidenzio e il Giusto di Notri.
Qualche ritardo, invece, a Montescudaio. È vero che il Lupicaia
'99 è «vino di personalità unica», ma è anche vero che se il
suo uvaggio (cabernet e merlot) lo colloca a pieno diritto nel
novero dei supertuscans, al tempo lo stesso lo pone al di fuori
della doc. Il cui disciplinare, osservava il presidente Maria
Grazia Picciolini, andrebbe rivisto: la soglia minima di 50% di
sangiovese per i rossi e di trebbiano per i bianchi produce vini
che faticano a farsi largo sul mercato. E ciò, se da un lato
rappresenta l'effetto più negativo di un'imprenditoria che tarda
a rinnovarsi, dall'altro rappresenta un ostacolo per la sua
crescita. In tal senso l'affermazione della Regola ha il valore di
una scossa elettrica, di una novità che lascia intravedere buone
possibilità per il futuro.
Il prossimo appuntamento è per Vinitaly. In primavera, a Verona,
sarà presentata in anteprima una grande quantità di vini nuovi,
prodotti sulla fascia litoranea. Sarà un test importante: la
Costa degli Etruschi dovrà dimostrare che a quantità superiori
la qualità resta costante. Ovvero elevatissima.
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