A Regola d’arte

Il Maestro Stefano Tonelli

Stefano Tonelli nasce a Montescudaio nel 1957. Le sue prime personali, performance e installazioni, risalgono alla metà degli anni settanta. Da allora mantiene un fondo spiritualista nella sua concezione dell’arte come tensione a tradurre in segno una vibrazione dell’animo. Ha tenuto le sue personali ed i suoi eventi in varie città italiane e straniere, da Roma a New York, da Parigi a Lisbona.

Tra chi ha scritto di lui, ama ricordare il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago scomparso da pochi anni. Vive e lavora tra Montescudaio e Roma. Nel suo sito, pensato come un libro, ci parla delle sue opere e della sua vita con la sincerità e la passione di chi ama raccontarsi. www.stefanotonelli.it

Somnium

“La mia idea per la Barriccaia dei fratelli Nuti è ispirata al sogno del vino e alla sua gestazione.”

L’ho intuita ad occhi chiusi, trasformando il pensiero in vibrazione. Il grande pianeta che sorge nella parete centrale è quello della nostra Umanità, è quasi colmo di volti, immobili e ad occhi chiusi. Come l’autore, anch’essi muti e in silenzio a restituire la vibrazione creatrice. E’ il simbolo dell’uomo che si guarda dentro e che sente il suo infinito espandersi nel mistero, ed è nell’ora e nell’oltre. Contemporaneamente.

Nelle due grandi pareti una danza cosmica custodisce il pianeta e le barrique dormienti. Intorno alle sei figure danzanti, disegnate come costellazioni immaginarie, si muovono piccoli esseri laboriosi che navigano spazi senza confini e monadi a forma di pesci, come unità invisibili in perenne transito tra una vita e l’altra. E’ un omaggio, antico e contemporaneo, agli Etruschi che hanno abitato questi luoghi, questa valle, questa pace del paesaggio.

Come loro ci hanno raccontato molto della loro idea della morte, io ho disegnato la mia idea dell’altrove in un fluire continuo di figure che, pur attraversando stadi di vite diverse, continuano la vita negando il finito.
Nell’infinito.

Il lavoro è iniziato a Maggio quando al vite si manifestava nella sua verde bellezza e si è concluso a Settembre, con la vendemmia, dove la vite, donando il suo frutto, si trasforma in un mosto prima e nettare di vino dopo.
In un ciclo e in un tempo mai casuale.

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“Natura, Territorio, Arte:
da questo nascono le nostre…REGOLE”

A Regola d’arte

Il Maestro Stefano Tonelli

Stefano Tonelli nasce a Montescudaio nel 1957. Le sue prime personali, performance e installazioni, risalgono alla metà degli anni settanta. Da allora mantiene un fondo spiritualista nella sua concezione dell’arte come tensione a tradurre in segno una vibrazione dell’animo. Ha tenuto le sue personali ed i suoi eventi in varie città italiane e straniere, da Roma a New York, da Parigi a Lisbona.

Tra chi ha scritto di lui, ama ricordare il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago scomparso da pochi anni. Vive e lavora tra Montescudaio e Roma. Nel suo sito, pensato come un libro, ci parla delle sue opere e della sua vita con la sincerità e la passione di chi ama raccontarsi. www.stefanotonelli.it

Somnium

“La mia idea per la Barriccaia dei fratelli Nuti è ispirata al sogno del vino e alla sua gestazione.”

L’ho intuita ad occhi chiusi, trasformando il pensiero in vibrazione. Il grande pianeta che sorge nella parete centrale è quello della nostra Umanità, è quasi colmo di volti, immobili e ad occhi chiusi. Come l’autore, anch’essi muti e in silenzio a restituire la vibrazione creatrice. E’ il simbolo dell’uomo che si guarda dentro e che sente il suo infinito espandersi nel mistero, ed è nell’ora e nell’oltre. Contemporaneamente.

Nelle due grandi pareti una danza cosmica custodisce il pianeta e le barrique dormienti. Intorno alle sei figure danzanti, disegnate come costellazioni immaginarie, si muovono piccoli esseri laboriosi che navigano spazi senza confini e monadi a forma di pesci, come unità invisibili in perenne transito tra una vita e l’altra. E’ un omaggio, antico e contemporaneo, agli Etruschi che hanno abitato questi luoghi, questa valle, questa pace del paesaggio.

Come loro ci hanno raccontato molto della loro idea della morte, io ho disegnato la mia idea dell’altrove in un fluire continuo di figure che, pur attraversando stadi di vite diverse, continuano la vita negando il finito.
Nell’infinito.

Il lavoro è iniziato a Maggio quando al vite si manifestava nella sua verde bellezza e si è concluso a Settembre, con la vendemmia, dove la vite, donando il suo frutto, si trasforma in un mosto prima e nettare di vino dopo.
In un ciclo e in un tempo mai casuale.

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